Riqualificazione energetica 2027: ristrutturazione profonda e demolizione-ricostruzione
Il quadro europeo sull’efficienza energetica degli edifici sta orientando progressivamente gli interventi verso un obiettivo preciso: ridurre in modo sostanziale i consumi del patrimonio edilizio esistente.
Per il progettista diventa quindi importante valutare non soltanto il singolo intervento, ma l’edificio nel suo complesso, considerando anche, quando tecnicamente ed economicamente opportuno, la demolizione e ricostruzione.
Dalla singola lavorazione alla ristrutturazione profonda
La Direttiva europea EPBD pone particolare attenzione alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente e alle cosiddette ristrutturazioni profonde.
L’obiettivo è intervenire in maniera coordinata su più elementi dell’edificio:
isolamento delle pareti;
➢ isolamento della copertura e dei solai;
➢ serramenti;
➢ ponti termici;
➢ tenuta all’aria;
➢ sistemi impiantistici;
➢ utilizzo di fonti rinnovabili.
La prestazione energetica finale dell’edificio diventa quindi un elemento centrale nella progettazione dell’intervento.
Sovvenzioni e finanziamenti agevolati
Nel quadro europeo vengono previsti differenti strumenti per favorire la riqualificazione del patrimonio residenziale, tra cui sovvenzioni, incentivi e prestiti a condizioni agevolate, con particolare attenzione agli interventi di maggiore efficacia energetica.
Per il 2027 occorre però fare una precisazione importante:
non esiste ancora un’unica agevolazione nazionale già definitivamente stabilita per tutte le ristrutturazioni medie o profonde degli edifici residenziali.
Percentuali, massimali, requisiti energetici, beneficiari e modalità di accesso dipenderanno dai provvedimenti nazionali di attuazione.
Quando ristrutturare profondamente non è l’unica soluzione
Nel caso di edifici residenziali particolarmente datati, il progettista può trovarsi davanti a due alternative:
A. Riqualificazione profonda dell’edificio esistente
Intervento coordinato su involucro, struttura e impianti finalizzato a ottenere una consistente riduzione dei consumi energetici.
B. Demolizione e ricostruzione
Demolizione dell’edificio esistente e realizzazione di un nuovo edificio caratterizzato da elevate prestazioni energetiche, strutturali e ambientali.
Il confronto deve essere effettuato considerando non soltanto il costo iniziale, ma anche prestazioni raggiungibili, sicurezza strutturale, tempi di realizzazione, durabilità, qualità abitativa e costi di gestione futuri.
Demolizione e ricostruzione: può essere ristrutturazione edilizia?
✅ Sì.
Il Testo Unico dell’Edilizia ricomprende, a determinate condizioni, gli interventi di demolizione e ricostruzione degli edifici esistenti nella categoria della ristrutturazione edilizia.
La normativa consente, nei casi previsti, modifiche di:
➢ sagoma;
➢ prospetti;
➢ sedime;
➢ caratteristiche planivolumetriche e tipologiche.
Gli eventuali incrementi volumetrici devono invece essere verificati rispetto alla legislazione e agli strumenti urbanistici applicabili.
Particolare attenzione deve essere posta agli edifici sottoposti a tutela, centri storici e ambiti con specifiche prescrizioni urbanistiche o paesaggistiche.
Ristrutturazione edilizia non significa automaticamente incentivo
È una distinzione fondamentale.
Il fatto che una demolizione e ricostruzione sia classificabile urbanisticamente come ristrutturazione edilizia non significa automaticamente che tutte le relative spese possano beneficiare di un determinato incentivo.
Occorre verificare separatamente:
qualificazione urbanistica → requisiti energetici → requisiti dello specifico incentivo.
Ogni misura può infatti prevedere beneficiari, interventi ammessi, massimali e condizioni differenti.
Demolire e ricostruire con una struttura in legno
Nel caso di demolizione e ricostruzione, i sistemi prefabbricati in legno permettono di affrontare il nuovo edificio con una logica progettuale completamente diversa.
Una villa realizzata con sistemi a telaio o X-Lam può integrare fin dalle prime fasi:
- elevate prestazioni dell’involucro;
- riduzione dei ponti termici;
- controllo della tenuta all’aria;
- integrazione tra struttura e impianti;
- utilizzo di isolanti ad alte prestazioni;
- prefabbricazione off-site;
- elevato controllo della qualità costruttiva;
- tempi di cantiere programmabili.
Il progetto energetico non viene quindi aggiunto successivamente alla struttura, ma diventa parte integrante del progetto dell’edificio.
Il confronto da fare nelle prime fasi di progetto
Per una villetta costruita diversi decenni fa, prima di procedere con il progetto esecutivo può essere utile confrontare due scenari:
EDIFICIO ESISTENTE
✅ SCENARIO 1: ristrutturazione profonda
➢ involucro + struttura + impianti
➢ verifica delle prestazioni raggiungibili e del costo complessivo
oppure
✅ SCENARIO 2: demolizione e ricostruzione
➢ nuovo edificio in legno ad alta efficienza energetica
➢ progettazione integrata + prefabbricazione
Non esiste una soluzione valida per tutti gli edifici.
La scelta deve derivare da una valutazione tecnica, energetica, urbanistica ed economica preliminare.
Perché il 2027 sarà da seguire con attenzione
L’attuazione italiana della Direttiva EPBD e l’evoluzione degli strumenti finanziari per la riqualificazione energetica potrebbero rendere sempre più importante il concetto di ristrutturazione profonda.
Per il progettista diventerà quindi strategico valutare fin dall’inizio:
stato dell’edificio ➢ prestazione energetica ➢ possibilità di riqualificazione ➢ costo dell’intervento ➢ eventuale demolizione e ricostruzione ➢ prestazione finale.
In questo quadro, anche la costruzione prefabbricata in legno può rappresentare una delle soluzioni da valutare quando la riqualificazione dell’edificio esistente risulta tecnicamente o economicamente poco conveniente.