Il risanamento delle murature soggette a umidità di risalita, sali e muffe è uno degli interventi più delicati nel recupero edilizio, soprattutto quando si opera su edifici esistenti o storici.
Un approccio corretto non può limitarsi a “coprire” il problema, ma deve intervenire sulle cause, rispettando la traspirabilità e la compatibilità dei materiali.
Muffe, efflorescenze saline e umidità persistente sono tra le problematiche più frequenti negli edifici esistenti, sia civili sia storici.
Macchie sulle pareti, intonaci che si sgretolano, pitture che si distaccano e ambienti poco salubri non sono semplici difetti estetici, ma il segnale di una gestione errata dell’umidità all’interno delle murature.
L’umidità può avere origini diverse: risalita capillare dal terreno, infiltrazioni laterali, spinta di falda o fenomeni di condensazione. A questi si aggiunge spesso la presenza di sali solubili, che migrano verso la superficie e, cristallizzando, accelerano il degrado degli intonaci e dei materiali di finitura.
Le muffe rappresentano quasi sempre la fase finale del problema, favorita da murature fredde, materiali poco traspiranti o interventi precedenti non compatibili. In molti casi si interviene in modo superficiale, limitandosi a trattamenti estetici o a singoli prodotti, ottenendo risultati temporanei e destinati a fallire nel tempo.
Per questo la deumidificazione delle murature non può essere affrontata come un intervento isolato, ma deve essere vista come un processo tecnico strutturato, che parte dalla corretta preparazione del supporto, passa dal controllo dell’umidità e dei sali, e arriva a soluzioni durevoli e compatibili.
➢ È da questa logica che nasce l’approccio a sistema TCS: non un singolo prodotto, ma una sequenza di materiali e fasi operative studiate per lavorare insieme, rispettando la traspirabilità delle murature e garantendo risultati nel tempo.
Le operazioni preliminari prima di applicare i prodotti:
Prima di applicare i sistemi di risanamento e deumidificazione, è fondamentale che il muratore esegua una corretta preparazione del supporto, evitando interventi improvvisati.
Le principali operazioni preliminari sono:
1️⃣ Rimozione degli intonaci e delle finiture degradate, fino a raggiungere il supporto sano, superando la quota visibile dell’umidità
2️⃣ Pulizia accurata della muratura, eliminando polveri, parti incoerenti, residui di pitture, sali superficiali e muffe
3️⃣ Verifica del supporto (tipologia muraria, stato di conservazione, grado di assorbimento) per scegliere il ciclo corretto
4️⃣ Ripristino di fughe, giunti e parti ammalorate, utilizzando malte compatibili a base calce
5️⃣ Pre-bagnatura della muratura, quando necessario, per evitare un assorbimento eccessivo dell’acqua d’impasto
6️⃣ Realizzazione dei fori per le iniezioni, nei casi di barriera chimica contro l’umidità di risalita
7️⃣ Applicazione del rinzaffo di preparazione, idoneo al tipo di supporto e al sistema di deumidificazione previsto
Solo dopo queste operazioni è possibile procedere con l’applicazione dei ‣ rinzaffi tecnici, degli intonaci deumidificanti e dei trattamenti specifici, garantendo efficacia e durabilità dell’intervento.
Preparazione del supporto: i rinzaffi tecnici
➢ Sprizzo Antisale TCS
Malta da rinzaffo biocompatibile, priva di cemento e clinker, a base di Calce Idraulica Naturale Pura NHL 5 di Saint-Astier.
È specifica per uniformare e regolarizzare l’assorbenza del supporto, ed è parte integrante dei sistemi di deumidificazione su murature affette da umidità di risalita.
Può essere utilizzata anche come trattamento bloccante su murature contaminate da fuliggine.
➢ Sprizzo Controspinta TCS
Rinzaffo tecnico con le stesse caratteristiche di naturalità e compatibilità, indicato non solo per l’umidità di risalita ma anche in presenza di controspinta negativa dell’acqua o spinta laterale da falda.
Fondamentale per preparare correttamente il supporto prima dell’intonaco deumidificante.
L’intonaco deumidificante: il cuore del sistema
➢ Intopore TCS
Eco-intonaco deumidificante leggero, privo di cemento, formulato con sabbie minerali espanse e Calce NHL di Saint-Astier.
È indicato per murature nuove e storiche, anche a spessori elevati (da 2 a oltre 12 cm), ed è facilmente lavorabile con le tecniche tradizionali degli intonaci a calce.
In aleternativa
➢ Intopore AR TCS
Versione ad alta resistenza meccanica, sempre biocompatibile e priva di clinker, pensata per situazioni più sollecitate o supporti complessi.
Su superfici compatte o poco assorbenti, l’applicazione deve essere preceduta da Sprizzo Ponte di Adesione, per garantire prestazioni e durabilità.
Blocco della risalita capillare: la barriera chimica
➢ Idrogel
Gel silanico idrofobizzante, ecologico, a base acqua e privo di solventi, impiegato per la realizzazione di barriere chimiche contro l’umidità di risalita.
Viene iniettato direttamente nei fori orizzontali della muratura ed è adatto anche a murature storiche miste in pietra e mattoni.
La sua elevata tixotropia garantisce un’applicazione controllata senza dispersioni, lasciando inalterata la traspirabilità del supporto.
Un sistema, non singoli prodotti
Il valore dell’approccio TCS sta nella logica di sistema:
preparazione del supporto → controllo dell’umidità → intonaco deumidificante → durabilità nel tempo.
Una soluzione tecnica pensata per chi progetta e realizza interventi di risanamento compatibili con la bioedilizia, il recupero del costruito e la salubrità degli ambienti interni.
Se il prodotto trattato in questo articolo è di Suo interesse e desidera ricevere ulteriori informazioni sui materiali o sui sistemi descritti, sarò lieto di approfondire il tema e valutare insieme le possibili applicazioni nei Suoi progetti. Mi può contattare:
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