Un materiale si definisce igroscopico quando è in grado di assorbire, trattenere e rilasciare umidità dall’ambiente circostante sotto forma di vapore acqueo.
Dal punto di vista tecnico, l’igroscopicità è la proprietà che consente a un materiale di variare il proprio contenuto d’acqua in equilibrio con l’umidità relativa dell’aria. Questo avviene grazie alla presenza di una struttura porosa o capillare capace di trattenere molecole di vapore.
In edilizia, i materiali igroscopici sono fondamentali perché:
- contribuiscono a regolare naturalmente l’umidità interna (microclima più stabile);
- riducono il rischio di condensa superficiale e muffe;
- migliorano la durabilità delle strutture e il comfort abitativo.
Esempi tipici: legno, fibra di legno, canapa, sughero, argilla, calce naturale.
In sintesi: un materiale igroscopico funziona come un “polmone” di umidità, capace di assorbire quando l’aria è troppo umida e restituire quando è troppo secca.