Un ponte termico è una zona dell’involucro edilizio in cui la resistenza termica è discontinua o ridotta rispetto alle parti adiacenti, causando una variazione locale del flusso di calore.
Si verifica tipicamente in corrispondenza di:
- nodi costruttivi (giunzione tra pareti e solai, pilastri, angoli, davanzali, balconi);
- discontinuità geometriche (spigoli, rientranze, cambi di sezione);
- disomogeneità dei materiali (inserimento di elementi con diversa conducibilità termica).
Dal punto di vista fisico, il ponte termico genera un flusso di calore concentrato che provoca:
- dispersione energetica (aumento dei consumi di riscaldamento/raffrescamento),
- abbassamento della temperatura superficiale interna (con rischio di condensa e formazione di muffe),
- stress termico e degrado dei materiali.
La normativa tecnica di riferimento è la UNI EN ISO 10211, che fornisce i criteri per la modellazione e il calcolo dei ponti termici.
La loro correzione si ottiene con continuità dell’isolamento termico, utilizzo di materiali a bassa conducibilità e progettazione dei nodi costruttivi secondo criteri di bioedilizia e comfort igrotermico.