Lo sfasamento termico è il tempo che intercorre tra il picco massimo di temperatura esterna e il momento in cui questo picco viene percepito all’interno di un edificio attraverso una parete, un tetto o un solaio.
Si misura in ore (h) e dipende da:
- massa areica (peso per superficie) dell’elemento costruttivo,
- capacità termica dei materiali,
- spessore e stratigrafia degli strati.
Più alto è lo sfasamento, più l’involucro è in grado di ritardare l’ingresso del calore: ciò garantisce comfort estivo, evitando surriscaldamenti nelle ore più calde.
Ad esempio, una copertura isolata con pannelli leggeri può avere uno sfasamento di sole 6 ore, mentre un tetto isolato con fibra di legno ad alta densità può raggiungere valori superiori alle 12–14 ore, mantenendo gli ambienti interni freschi fino alla sera.
In sintesi: lo sfasamento termico indica la “latenza” con cui il calore penetra attraverso l’involucro. Maggiore è questo valore, migliore è la protezione estiva dell’edificio.